Gestione DNS e propagazione delle modifiche

Questa guida pratica ti aiuta a gestire correttamente i record DNS, riducendo i tempi di propagazione e garantendo la massima affidabilità ai tuoi servizi online.

Cos’è il DNS (ripasso rapido)

Il DNS (Domain Name System) è il protocollo usato per tradurre nomi a dominio come www.gidinet.com in indirizzi IP. Poiché un server web o mail è identificato in rete tramite un indirizzo IP, senza DNS saremmo costretti a memorizzare numeri complessi e spesso condivisi tra più siti o servizi.

Quando si accede a un sito, il browser interroga un resolver DNS - tipicamente quello del provider Internet - per sapere a quale IP corrisponde il dominio. Il risultato viene memorizzato temporaneamente in cache per la durata stabilita dal valore TTL del record.

TTL (Time‑to‑Live): il cuore della propagazione

Il TTL è un valore espresso in secondi che indica per quanto tempo il resolver può conservare in cache la risposta ricevuta. Ad esempio, se il TTL di un record è di 3.600 secondi (1 ora), il resolver non chiederà nuovamente l'indirizzo IP prima che sia trascorso quel tempo. Questo riduce il numero di richieste ai DNS autoritativi e migliora le prestazioni della rete. Tuttavia, un TTL alto rallenta la propagazione delle modifiche: dopo un aggiornamento, gli utenti continueranno a vedere il valore precedente finché la cache non scade.

Come funziona una risoluzione DNS

  1. Il computer chiede al resolver DNS locale l’indirizzo IP.
  2. Il resolver contatta i root server e poi i nameserver autoritativi del dominio (es. dns1.gidinet.com).
  3. Riceve in risposta l’IP e il TTL del record richiesto.
  4. Memorizza il risultato in cache.
  5. Le richieste successive useranno la cache fino alla scadenza del TTL.

Se più utenti usano lo stesso resolver, condividono anche la sua cache: per questo motivo la velocità di propagazione effettiva dipende anche dai resolver pubblici o aziendali utilizzati.

Scegliere il TTL giusto

SituazioneTTL consigliato
Test o transizioni60 - 300 s
Hosting standard, cambi occasionali3.600 s (1 ora)
Servizi stabili, indirizzi definitivi12 - 24 h

Strategia efficace: TTL basso prima delle modifiche, aggiornamento, attesa di 15‑30 minuti, quindi ritorno a TTL più alto (12‑24 h). Evita TTL oltre 24 h: in caso di emergenza i client potrebbero continuare a usare dati superati.

TTL e risposte negative (record non esistenti)

Anche le risposte negative (NXDOMAIN) vengono memorizzate in cache. Se un utente cerca un record non ancora creato, il resolver conserverà l’errore per un tempo stabilito dal TTL minimo indicato nel record SOA del dominio. Impostare un TTL basso (es. 3.600 s) sul SOA accelera la visibilità di nuovi record.

Errori comuni nei test e nella propagazione

  • Dopo un update serve sempre qualche secondo/minuto perché i nameserver replichino la modifica.
  • Il primo test può mettere in cache un valore obsoleto.
  • Strumenti come WhatsMyDNS creano cache su decine di resolver: usarli subito dopo la modifica può ritardare la propagazione.

Quando ha senso usare un TTL molto basso?

TTL tra 60 e 300 s è utile per: cambio hosting, test temporanei, passaggi graduali da un record a un altro. Su infrastrutture poco performanti un TTL troppo basso può aumentare il carico e causare timeout.

Note sulla scelta dell'infrastruttura DNS

Nameserver locali (sullo stesso server dell’hosting)

In molti pacchetti all‑in‑one (hosting + email + DNS), i nameserver risiedono sullo stesso server che ospita il sito. È una soluzione pratica e conveniente, particolarmente adatta a progetti personali o a basso traffico. Se l’intero servizio è concentrato su un unico server, l’eventuale indisponibilità di rete o guasti impatterebbe comunque tutti i componenti: sito, email e DNS. In questo contesto, avere i DNS sullo stesso server non rappresenta un limite significativo.

In scenari più strutturati, dove alcuni servizi (come la posta) sono delegati a provider esterni di livello enterprise, separare i DNS dal server di hosting può offrire maggiore flessibilità e resilienza. Ogni scelta ha i suoi vantaggi: l'importante è valutare le esigenze reali del proprio progetto.

DNS distribuito (multi‑datacenter o Anycast)

DNS Premium GiDiNet utilizza 5 datacenter in Europa e Nord America per offrire ridondanza reale, TTL bassi sicuri e piena compatibilità con qualunque hosting. L’alternativa Anycast, adottata da provider come Cloudflare, annuncia lo stesso IP da centinaia di nodi globali, assicurando latenza minima, fail‑over automatico e forte resistenza ai DDoS, al prezzo di maggiore complessità operativa.

DNS Premium GiDiNet è la via intermedia: alta disponibilità e controllo senza la complessità dell’Anycast puro.

Conclusione

  • Scegli un TTL adeguato alla stabilità del record.
  • Abbassa il TTL prima di modifiche importanti.
  • Evita test troppo ravvicinati alle modifiche.
  • Per progetti critici usa DNS ridondati multi‑datacenter / anycast.

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